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	<title>Magrathea &#187; Recensioni serie tv</title>
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	<description>Rivista di narrativa fantastica. Fantasy, fantascienza, horror. Notizie, recensioni e anticipazioni di libri, film, giochi e serie tv</description>
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		<title>Magrathea &#187; Recensioni serie tv</title>
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		<title>Terra Nova</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 19:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel ventiduesimo secolo la Terra è al limite del collasso ecologico: l&#8217;inquinamento ha fatto svanire la Luna dal cielo e l&#8217;aria è divenuta quasi irrespirabile. L&#8217;unica speranza che rimane all&#8217;Umanità è la fuga dal pianeta da lei stessa condannato attraverso una frattura dimensionale che conduce ottantacinque milioni di anni nel passato, in un flusso temporale alternativo. I &#8220;pellegrinaggi&#8221; attraverso la frattura, possibili solo una volta l&#8217;anno, vengono organizzati dal governo e gli umani iniziano il loro graduale esodo.  Al decimo pellegrinaggio partecipa raccambolescamente la famiglia Shannon composta da padre poliziotto, incarcerato per aggressione a pubblico ufficiale ed evaso dalla prigione, madre medico e tre figli. Giunti sulla verde &#8220;Terra Nova&#8221; gli Shannon dovranno ricostruire i loro legami famigliari e prepararsi ad affrontare un mondo irto di pericoli. E&#8217; arrivata infine il 26 Settembre su Fox la prima puntata dell&#8217;attesa serie creata da Craig Silverstein e Kelly Marcel e prodotta da Spielberg, anticipata da un intenso battage pubblicitario. Saltando a piè pari l&#8217;inevitabile, comprensibile e giustificata similitudine con Jurassic Park, le citazioni e gli omaggi (al limite del plagio) verso la serie Outcasts e fermandoci a riflettere a mente fredda su questa premiere tanto i lati negativi quanto quelli positivi emergono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Nel ventiduesimo<a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/09/Terra-Nova.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1716" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/09/Terra-Nova-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a> secolo la Terra<strong> è al limite del collasso ecologico:</strong> l&#8217;inquinamento ha fatto svanire la Luna dal cielo e l&#8217;aria è divenuta quasi irrespirabile.</div>
<div>L&#8217;unica speranza che rimane all&#8217;Umanità è la fuga dal pianeta da lei stessa condannato attraverso una frattura dimensionale che conduce ottantacinque milioni di anni nel passato,<strong> in un flusso temporale alternativo</strong>.</div>
<div>I &#8220;pellegrinaggi&#8221; attraverso la frattura, possibili solo una volta l&#8217;anno, vengono organizzati dal governo e gli umani iniziano il loro graduale esodo.  Al decimo pellegrinaggio partecipa raccambolescamente la famiglia Shannon composta da padre poliziotto, incarcerato per aggressione a pubblico ufficiale ed evaso dalla prigione, madre medico e tre figli.</div>
<div>Giunti sulla verde &#8220;Terra Nova&#8221; gli Shannon dovranno ricostruire i loro legami famigliari e prepararsi ad affrontare <strong>un mondo irto di pericoli.</strong></div>
<div><strong></strong>E&#8217; arrivata infine il 26 Settembre su Fox la prima puntata dell&#8217;attesa serie creata da Craig Silverstein e Kelly Marcel e prodotta da Spielberg, anticipata da un intenso battage pubblicitario.</div>
<div>Saltando a piè pari l&#8217;inevitabile, comprensibile e giustificata similitudine con<strong> Jurassic Park</strong>, le citazioni e gli omaggi (al limite del plagio) verso la serie<strong> Outcasts</strong> e fermandoci a riflettere a mente fredda su questa premiere tanto i lati negativi quanto quelli positivi emergono vigorosamente<strong>: l&#8217;architettura e l&#8217;impostazione stilistica del futuro distopico unita alla propaganda martellante sul &#8220;nuovo mondo&#8221; (un misto tra l&#8217;estetica di Blade Runner e quella del suo tardo derivato Priest) non sono originali ma ugualmente risultano evocative</strong>. La CG dei dinosauri non è eclatante nonostante il budget di venti milioni di dollari ma é comunque accettabile e la struttura abitativa di Terra Nova appare (ma questo riceverà conferma più avanti) <strong>realistica nelle sue funzioni sebbene le case dei coloni risultino improbabilmente sfarzose</strong>. Come impatto visivo iniziale la serie risulta piacevole ma non sconvolgente.</div>
<div><strong>Il problema sorge im</strong><strong>mediatamente quando vengono rivelati i rapporti interni alla famiglia Shannon, che risultano tanto stereotipati da essere imbarazzanti</strong>, e le azioni dei suoi membri appaiono così improbabili (vedi la bigiata dalla lezione di orientamento del figlio maschio appena arrivati su Terra Nova che si trasforma nella prima situazione di emergenza) da essere fastidiose, doppiamente fastidiose se si prova a giustificare le assurdamente ingenue azioni dei protagonisti con il fatto che &#8220;i figli sono adolescenti ed il padre é</div>
<div>stato via per due anni in galera&#8221;. Il fastidio poi diviene vera irritazione quando si considera il delirante comportamento dei giovani cresciuti su Terra Nova che,<strong> senza armi od equipaggiamenti, compiono periodicamente &#8220;scampagnate clandestine&#8221; oltre il recinto di sicurezza, nelle zone di caccia dei mortali dinosauri noti come &#8220;Slasher&#8221;.</strong></div>
<div>L&#8217;azione esplode immediatamente con verve commerciale,<strong> e sin qui la si può accettare con il senso di rimarcare le personalità dei protagonisti</strong>, e furbescamente nella seconda metà dell&#8217;episodio pilota con un escamotage narrativo<strong> che non mi sento di considerare onesto</strong><strong></strong>. Lascia perplessi inoltre l&#8217;assoluta libertà dei nuovi arrivati<em></em>, improbabilmente impreparati al nuovo ambiente, nel <em>compound</em> umano: se questa può essere la scelta più semplice degli sceneggiatori per introdurre gli spettatori al nuovo mondo attraverso occhi altrettanto inesperti dal punto di vista logico vi sono <strong>pesantissime ed ingiustificabili falle</strong>.</div>
<div><strong>Come la moda post-Lost prescrive</strong> non mancano accenni di enigmi, i primi misteri, le fazioni con i propri imperscutabili scopi e le cospirazioni, purtroppo sparati come palle di cannone piuttosto che sussurrati nell&#8217;orecchio, sebbene riescano a far sorgere qualche sincero interrogativo nello spettatore <strong>la loro presentazione è troppo didascalica per essere di reale effetto</strong>.</div>
<div>Non tutto è da buttare:<strong> Stephen Lang</strong>, già visto in Avatar in un ruolo tanto simile da farci immaginare il sorriso sornione di Spielberg, qui indossa il ruolo dell&#8217;apparentemente severo-ma-benigno comandante della base le cui reali intenzioni sono avvolte nel mistero mentre la bella <strong>Christine Adams</strong>, capo dei &#8220;<em>sixers</em>&#8220;, possiede il seme di un certo fascino ferino.</div>
<div>Possiamo concedere che Terra Nova per ora non sembra <strong>soporifero quanto Visitors o dolorosamente fallace quanto Flashforward</strong> ma altresì non risulta di certo un progetto innovativo o coraggioso: <strong>scorre sui binari ben definiti del &#8220;già visto, già sentito&#8221; con concessioni al &#8220;forse intuibile&#8221;</strong>: gettandosi su un (letteralmente) <strong>estemporaneo dramma famigliare anni &#8217;90 sulla falsariga di The Walking Dead o peggio di Falling Skies</strong> la Fox, nota per l&#8217;abitudine di cancellare le serie di fantascienza, ha deciso di rischiare eccessivamente puntando su una stagione di tredici episodi <strong>come dimostrano gli impietosi indici di ascolto della premiere </strong>(tre punti, con una audience media di nove milioni di spettatori).</div>
<div>Probabilmente se si fosse deciso di usare come protagonisti un gruppo di sconosciuti dal passato travagliato uniti dalle circostanze piuttosto che l&#8217;ennesima versione della famiglia Robinson <strong>il prodotto ne avrebbe giovato</strong>.</div>
<div>Il teaser della serie in italiano:</div>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://www.magrathea.it/2011/09/terra-nova/"><img src="http://img.youtube.com/vi/GhqJSr-9jdg/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
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		<title>Falling Skies. Steven Spielberg, che stai combinando?</title>
		<link>http://www.magrathea.it/2011/08/falling-skies-steven-spielberg-che-stai-combinando-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 13:12:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[trailer]]></category>

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		<description><![CDATA[Falling Skies è una serie tv di fantscienza prodotta da Steven Spielberg. Gli alieni invadono il pianeta e noi seguiamo le vicende di un gruppo di combattenti della resistenza. La serie è un mezzo disastro. Solo l'uso di convenzioni di sceneggiatura,  applicate in maniera automatica e senza fantasia, evita il disastro completo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/08/falling-skies.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1602" style="margin: 2px;" title="falling skies" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/08/falling-skies-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" /></a>Dice Marge Simpson, citando sua madre che a sua volta cita la saggezza popolare: &#8220;Se non puoi parlare bene di una persona, non parlarne affatto.&#8221;</p>
<p>Purtroppo <strong><a href="http://www.foxtv.it/falling-skies">Falling Skies</a></strong>, la serie TV di fantascienza prodotta da <strong>Steven Spielberg</strong> in cui un gruppo di umani resiste a un&#8217;invasione aliena, non rientra né nella categoria &#8220;così buona che se ne deve parlare&#8221; né in quella &#8220;meglio lasciar perdere&#8221;.</p>
<p>Quindi, tocca parlarne ed esaminarne le contraddizioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se avete una certa età, ricorderete un telefilm intitolato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_famiglia_Bradford">La Famiglia Bradford</a>. Era un family drama, la storia di una famiglia americana con le sue piccole e grandi storie, crisi, conflitti, riappacificazioni che avvenivano tra fratelli, tra figli e genitori, tra marito e moglie. <strong>Falling Skies secondo me è la Famiglia Bradford con gli alieni</strong>. E questo è uno dei problemi di questa serie. Perché la Famiglia Bradford andava in onda negli anni &#8217;70 e &#8217;80 e nel 2011 un telefilm con temi, ritmi, regia, sceneggiatura anni &#8217;70 non è tollerabile.<br />
Ma le scene d&#8217;azione di Falling Skies hanno sempre una regia ottima. E qualche volta qualche regista, che ha prestato più attenzione degli altri alle lezioni di Spielberg, tira fuori splendidi piani sequenza e movimenti di camera anche nelle scene di dialogo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Falling Skies i membri della Seconda Massachusetts meritano di perdere, venire spazzati via dagli alieni e sparire dalla faccia della terra. Non per colpa loro, ma per colpa di sceneggiatori che non hanno capito che la Famiglia Bradford in guerra non funziona. Perché? Perché se le piccole incomprensioni, i segreti, le cose non dette sono l&#8217;anima dei family drama, <strong>tenere segreti e non dirsi cose di rilevante importanza strategica per difendersi dal nemico che sta annientando la tua specie è semplicemente stupido</strong>.</p>
<p>Potreste obiettare che la maggior parte dei protagonisti del telefilm sono civili in condizioni disperate. Possono fare degli errori. Ed è vero. Anzi, i personaggi che commettono errori sono quelli che ci appassionano di più, sono quelli il cui errore ci fa gridare allo schermo &#8220;no, non farlo&#8221;, perché ci teniamo a loro. Ma quando fanno sciocchezze no, non ottengono altro da noi che un&#8217;alzata di occhi al cielo. E gli sceneggiatori gliene fanno fare tante di sciocchezze.</p>
<p>Prendiamo Rick, il ragazzo impiantato. Più o meno tutti capiscono subito che ha qualcosa che non va. Nessuno pensa di sorvegliarlo. Rick vuole tornare tra gli alieni, che sono brave persone, non si uccidono tra loro, amano i bambini impiantati. E per questo tradisce gli umani. Salvo poi scoprire che gli alieni cattivi non lo rivogliono con loro. Povero Rick, è tutta una menzogna.<br />
Se non fosse che noi sappiamo che gli alieni amano veramente i bambini: ne vediamo uno che accarezza affettuosamente i bambini che ha in custodia nella puntata in cui viene liberato Ben, il secondo figlio di Tom Mason (il protagonista della serie interpretato da Noah Wyle).<br />
Se non fosse che noi sappiamo che gli alieni sono cattivi: ne vediamo uno ordinare a un mech di fucilare i bambini che ha in custodia come monito per Hal, liberatene uno, uccidiamo gli altri.<br />
Se non fosse che&#8230;<br />
Se non fosse che evidentemente gli sceneggiatori non si parlano e non creano una storia coerente.<br />
Ah, Rick tradisce gli umani rivela la posizione della scuola in cui si nascondono, svela i dettagli del piano d&#8217;attacco causando la morte di decine di soldati, ma è ok. Perché si fa un piantino insieme a Mason e quindi tutto torna a posto. Come nella Famiglia Bradford. Il dubbio che Rick possa essere stato lasciato indietro per continuare a fornire informazioni? Come già capitato due volte nell&#8217;arco di dieci puntate? Ma no: è un bambino che ha fatto un piantino, quindi per Mason è tutto ok.</p>
<p>Complimenti a Robert Rodat, creatore della serie, e ai suoi sceneggiatori.<strong> Nessuno pretende realismo da una serie di fantascienza. Ma credibilità sì</strong>. E qui non ce n&#8217;è, annientata dalla mancanza di coerenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vogliamo parlare del penultimo episodio? In cui il Capitano Weaver dà segni di cedimento dopo 7 puntate passate a ritrovare il suo lato umano e torna a essere il militare paranoico e ossessionato dalla battaglia dei primi episodi? Con l&#8217;aiuto di un personaggio mai visto prima e sparito subito dopo? La posso immaginare la riunione in sala sceneggiatori.</p>
<p><em>- L&#8217;abbiamo fatta la puntata del conflitto tra civili e militari come in Battlestar Galactica?</em></p>
<p><em>- No.</em></p>
<p><em>- Oh cavolo. Quanti episodi mancano alla fine?</em></p>
<p><em>- Due.</em></p>
<p><em>- Oh cavolo! Allora facciamo che c&#8217;è Mick che&#8230;</em></p>
<p><em>- Mick è morto nell&#8217;episodio 7.</em></p>
<p><em>- Oh. Cavolo.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi invito a guardare la crisi tra militari e civili della prima stagione di BSG. E&#8217; negli ultimi episodi. Sì, parte del finale di stagione, non una cosa nata e morta in un episodio annacquato.</p>
<p>Per tacere dell&#8217;episodio precedente in cui Weaver passa da voglio-combattere a mi-arrendo a sono-più-motivato-che-mai senza un perché, senza una ragione valida se non quella calata dall&#8217;alto dagli scrittori, per esigenze di storia e non di personaggio.</p>
<p>Che altro? Tom Mason. Professore di storia diventato guerrigliero. L&#8217;idea alla base del personaggio è molto interessante, salvo poi scoprire che Mason parla di storia, ma non la usa. In uno dei primi episodi spiega, traendo insegnamento dalla storia, quale sarebbe il modo migliore per attaccare la struttura aliena su Boston. Quando poi il piano si concretizza, nella versione più semplice e diretta, lui non muove alcuna obiezione. Lui, o meglio, gli sceneggiatori, si sono scordati di quello che era successo otto episodi prima.</p>
<p>Peggio ancora: per convincere suo figlio Matt a lasciare la scuola in cui si sono rifugiati per recarsi in un posto &#8211; apparentemente &#8211; più sicuro gli ricorda che gli abitanti di Londra sotto i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale fecero la stessa cosa, spedirono i figli in campagna. Peccato che si dimentichi dell&#8217;altro elemento fondamentale di quella storia: inoltre gli abitanti di Londra, come di qualunque altra città sottoposta a bombardamenti, oscuravano le finestre per non far filtrare la luce all&#8217;esterno e diventare bersagli. Fateci caso: le finestre dalla scuola sono oscurate? No, non lo sono: di notte la luce delle candele è visibile all&#8217;esterno. Bravo, signor professore.</p>
<p>Per fortuna anche gli alieni hanno la memoria corta e si dimenticano di avere dei velivoli con cui potrebbero effettuare ricognizioni dall&#8217;alto. E si dimenticano di andare a controllare l&#8217;area da cui non hanno fatto ritorno due esploratori. Gli sceneggiatori si premurano di far ripetere più volte ai personaggi, a nostro beneficio, che gli invasori, appena si renderanno conto che uno dei Mech e degli Skitter inviati in esplorazione non sono rientrati, andranno a vedere che è successo nella zona che dovevano pattugliare. Ma niente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi faccio notare una cosa. Noah Wyle è bravo: nell&#8217;arco delle 10 puntate si lascia crescere la barba. Logico no? Acqua razionata, Tom Mason non può sprecarla per fare toeletta. Ma suo figlio Hal ha sempre il capello impomatato perfetto. Mentre il capitano Weaver ha sempre la barba tipo Bruce Willis dopo una giornata dura. Questo è cercare il pelo nell&#8217;uovo, lo ammetto, ma il fatto che mi sia concentrato anche su questa imprecisione mostra chiaramente che non avevo proprio altro a cui badare. La serie è noiosa e costruita su una serie di situazioni e personaggi tipo sviluppati senza particolare fantasia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Disastro completo allora? Quasi.</p>
<p>La recitazione è buona, gli attori ci credono e fanno quel che possono col materiale che hanno a disposizione. I personaggi sono validi, crescono e cambiano nel corso della serie e viene voglia di sapere che destino avranno.</p>
<p>Come detto, le scene d&#8217;azione sono di alto livello.</p>
<p>Anche se gli sceneggiatori non si ricordano cosa è successo nelle puntate precedenti, sono comunque scrittori preparati. Applicano alla lettera quello che hanno imparato alla scuola di sceneggiatura, scrivono seguendo lo schema tipico del tv show drammatico made in USA. Non ci mettono fantasia, ma quei meccanismi di base che ti fanno interessare ai personaggi e ti fanno venir voglia di vedere che succede nella prossima puntata ci sono. Il problema è che non è quella voglia spasmodica e urgente alla devo-vedere-il-prossimo-episodio-adesso-ora-subito! della prima stagione di Heroes (in lingua originale, non l&#8217;orrore di doppiaggio e adattamento visto da noi) e delle prime stagioni di Battlestar Galactica. E&#8217; più un ok-sì-quando-ho-tempo-lo-vedo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La serie è stata rinnovata per altri dieci episodi che andranno in onda la prossima estate. Segnale controverso. Da un lato il network crede nella serie, altrimenti non avrebbe ordinato una seconda stagione. Dall&#8217;altro non ci crede abbastanza da ordinare una stagione completa e mandarla in onda in autunno e inverno, quando la concorrenza è più feroce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche se un po&#8217; i film di invasione aliena hanno un po&#8217; scocciato, c&#8217;è sempre speranza in un&#8217;opera firmata Spielberg. Speriamo che smetta per cinque minuti di giocare coi dinosauri di Terranova e rimetta in carreggiata Falling Skies.</p>
<p>Ecco il trailer di Falling Skies.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/VvWwcnFvkyM?rel=0" frameborder="0" width="560" height="345"></iframe></p>
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		<title>﻿My Boss My Hero</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 10:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[anime]]></category>
		<category><![CDATA[manga]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[My Boss My Hero è un dorama, una miniserie tv giapponese, del 2006 che ha accumulato una base di fan entusiasti nel corso degli anni. E' un misto di commedia studentesca, azione e dramma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/03/my-boss-my-hero.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1346" style="margin: 2px;" title="my-boss-my-hero" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/03/my-boss-my-hero-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Il ventisettenne Sakai Makio (Tomoya Nagase del gruppo musicale “Tokio”) detto “Tornado Makio” è il primogenito del padrino della famiglia Yakuza delle Zanne Affilate del Kanto. Makio con le sue doti di combattente è l&#8217;elemento portante della banda ma è anche ignorantissimo (riesce con difficoltà a scrivere il suo nome e non sa far di conto) e poco brillante, il che manda a monte alcuni lucrosi affari del padre.</p>
<p>L&#8217;esasperato Oyabun Kiichi (Ichimura Masachika) impone all&#8217;asinino Makio una scelta: riuscire a diplomarsi entro l&#8217;anno al liceo privato Saint Agnes o lasciare il ruolo di erede delle Zanne Affilate al fratello minore, il malaticcio e geniale Mikio (Kikawada Masaya) che tuttavia pare, almeno inizialmente, non troppo interessato agli affari di famiglia.</p>
<p>Costretto a fingersi diciassettenne e a nascondere la sua vera identità, Makio gradualmente imparerà ad apprezzare i preziosi e fugaci momenti della giovinezza, divenendo il beniamino della classe per il suo cuor d&#8217;oro e la sua goffa determinazione e investendo tutte le sue forze nello studio anche grazie all&#8217;amicizia del delicato Sakurakoji “Sakuraqualcosa” Jun (Tegoshi Yuya), all&#8217;impegno della splendida professoressa Hagiwara Saki (Murakawa Eri), al supporto morale del protettivo e vessato sottoposto Manabe “Kazu” Kazuya (Tanaka Koki) e all&#8217;attrazione verso la dolce Umemura Hikari (Aragaki Yui).</p>
<p>Ispirato al  film coreano Doosabu Ilchae (2001) con l&#8217;interprete di film d&#8217;azione Jung Joon Ho, <strong><a href="http://www.imdb.it/title/tt0880249/">My Boss My Hero</a></strong> è un “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dorama">dorama</a>” di dieci episodi trasmesso nel 2006 che lungo gli anni ha raggiunto un certa base di fan grazie alla sua combinazione di slapstick comedy e Yakuza story.</p>
<p>My Boss My Hero è semplicemente divertente in modo fresco e frizzante, una commedia solo apparentemente leggera che stimola incontrollabili sorrisi e sogghigni nello spettatore, mentre il povero Makio si ritrova invischiato in sfide alquanto improbabili per un temuto membro della Yakuza: dalla gara di corsa per ottenere di uno dei pochissimi, squisiti budini della mensa alla Sfida di Coraggio notturna nel cimitero. Ancor più esilarante è la dicotomia improbabile di studente e mafioso del protagonista, che appare quanto mai evidente quando si rivolge in modo cafonesco e tirannico verso i suoi sottoposti e in forma keigo (“onorifica”) verso i suoi compagni e professori. Il tutto è ovviamente condito come ogni commedia scolastica di triangoli sentimentali, incomprensioni e sentimenti non espressi.</p>
<p>Anima della serie è di certo la mimica plastica di Nagase (che ricorda non poco quelle dei personaggi cartacei di Hirohiko Araki), spassosa nelle espressioni aggressive “a bocca di polipo” e assolutamente fuori luogo ed irresistibile in quelle stupite e basite. Nagase è comunque un attore a tutto tondo ed anche le sue dimostrazioni fisiche di agonia inquietano lo spettatore tanto più sono distanti dalla maschera giocosa alla quale ci ha abituato.</p>
<p>Verso il finale la serie muta di tono e la commedia scanzonata lascia gradualmente spazio alla sottile malinconia mentre Makio si rende conto di dover compiere delle scelte sul suo futuro che lo separeranno per sempre dai suoi amici: il combattimento sotto la pioggia contro una banda rivale nell&#8217;ultima puntata è carico di pathos epico, tipico delle produzioni asiatiche, e tocca punte commoventi quando il sacrificio di Makio, sotto lo sguardo dei suoi attoniti ed increduli compagni, inevitabilmente si compie..</p>
<p>Una serie scanzonata che, data anche la sua brevità ed incisività del messaggio intrinseco, merita di essere seguita. E&#8217; possible trovarla in lingua originale o in inglese, con i sottotitoli in italiano.</p>
<p>Ed ecco la famosa corsa per il budino.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/ZGru1FShPzc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Spartacus: sangue e sabbia</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 14:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[trailer]]></category>

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		<description><![CDATA[Spartacus Sangue e Arena. Prendete il primo tempo del Gladiatore, giratelo con l'impatto visivo di 300, il tutto prodotto da Sam Raimi. Ecco il biglietto da visita di questa serie TV.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/02/Spartacus.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1264" style="margin: 2px" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/02/Spartacus-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>«Quanti uomini uccideresti per rivedere ancora tua moglie?»<br />
</em><em>«Li ucciderei tutti».</em></p>
<p>Negli ultimi anni il mercato delle serie televisive americane ci ha offerto, con diversi risultati, infiniti generi e derivazioni: reboot delle serie degli anni &#8217;80 talvolta di qualità notevole (<strong>Battlestar Galactica</strong>) e talvolta infima (<strong>Visitors</strong>), investigativi scientifici (<strong>NCSI</strong>) e cospirazioni parascientifiche dalla logica dolorosamente fallace (<strong>Fringe</strong>) e che tuttavia mantengono un pubblico fedele, esperimenti di eclatante successo (<strong>Lost</strong>) e di ingiusto insuccesso (<strong><a href="http://www.magrathea.it/2009/09/dollhouse-su-fox-italia-riflettiamo-sulla-fantascienza/">Dollhouse</a></strong> e <strong>Serenity</strong>).</p>
<p>Poi abbiamo <strong><a href="http://www.starz.com/originals/Spartacus">Spartacus: Blood and Sand</a></strong> che si pone, semplicemente, a parte.</p>
<p>Il primo episodio della prima stagione composta da tredici puntate è stato trasmesso il 22 Gennaio 2011: un mese prima della messa in onda la Starz dichiarò che una seconda stagione era già in cantiere. I dati della premiere confermarono l&#8217;ottimismo con 1,285,000 spettatori.</p>
<p>Sin dal primo episodio la serie <strong>trae pesantemente dalle fonti del periodo rimescolandone gli elementi discordanti o parziali per ottenere il massimo effetto hollywoodiano</strong>: un prode guerriero Trace di cui ignoriamo il nome (Andy Whitfield) è costretto a disobbedire agli ordini dell&#8217;odioso legato romano Gaius Claudius Glaber (Craig Parker) per salvare la moglie Sura (Erin Cummings) dall&#8217;attacco di una tribù nemica. Separato dalla bella consorte e condannato dai suoi ex alleati a morire nell&#8217;arena, il Trace riesce a sconfiggere ii primi avversari e quindi, osannato dalla folla, si ritrova reclutato con il nome di Spartacus in una scuola gladiatoria di Capua dove è costretto ad un patto con il Dominus del ludus per salavare la moglie.</p>
<p>L&#8217;archetipico eroe virile quindi, in cerca di giusta vendetta contro un repellente traditore. Assolutamente nulla di nuovo sotto il sole.</p>
<p>Ma <strong>la linearità della narrazione si incrina già dalla seconda puntata e viene distrutta nella terza</strong> mentre si introduce rapidamente una pletora di personaggi intriganti e la politica di provincia, riflesso di quella senatoriale, si fa crudele e bizantina.</p>
<p>Ed è qui il reale fascino di Spartacus: Sangue e Sabbia, il suo vero e incontestabile punto di forza: <strong>ogni personaggio anche solo vagamente rilevante viene delineato con cura ed inserito nel mosaico intrecciato di relazioni dove nessun protagonista ha una visione globale degli eventi</strong>, un mosaico di cui lo stesso Spartacus rappresenta solo una parte, e alla fine neanche la più interessante. Re e pedine danzano sul palco di Capua, inconsapevoli che le loro azioni porteranno a uno sconvolgimento epocale nel rapporto tra sottoposti e padroni: Batiatus, (un magnifico John Hannah dalla trilogia de <strong>La Mummia</strong> e da <strong>Sliding Doors</strong>) vera anima della prima stagione, sanguigno e ambizioso erede di un ludus in crisi che nonostante le umili origini aspira a elevarsi politicamente; Lucretia (una più matura e interessante Lucy Lawless, nota ai fan nel ruolo di <strong>Xena</strong>), devota, orgogliosa e infedele moglie di Batiatus; “il buon” Solonius (Craig Walsh-Wrightson) lanista rivale di Batiatus che aspira alle grazie di sua moglie; Varro (Jay Courtney), un libero cittadino vendutosi gladiatore per pagare i debiti di gioco e che diverrà il migliore e unico amico di Spartacus; il taurino Crixus (Manu Benett da <strong>30 Days of Night</strong>), spietato Gallo che anela solo a mantenere il suo ruolo di Campione di Capua; Ashur (Nick Tarabay da <strong>NCSI Miami</strong>), volpesco siriano che persa la sua occasione di gloria a causa di Crixus riesce a sfruttare per i suoi scopi l&#8217;ambizione del dominus; il severo Doctore (Peter Mensah, già visto nel breve ruolo di ambasciatore di Serse in <strong>300</strong>), onorevole addestratore votato a far recuperare al ludus di Batiatus la gloria dei suoi fondatori; Barca (Antonio Te Maioha) detto la Bestia di Cartagine, tanto feroce con i novizi quanto delicato con il suo giovane amante Petros, e diversi altri.</p>
<p>E&#8217; il <strong>grigiore morale</strong> che ricopre come una patina tutti i presenti sul palco a rendere stimolanti, comprensibili ma spesso imprevedibili gli sviluppi. Non vi sono veri eroi e non vi sono malvagi assoluti a parte forse Glaber: &#8220;l&#8217;eroico&#8221; Spartacus è disposto a rischiare la vita di tutti gli schiavi del ludus per vendicarsi di Batiatius; il bullesco Crixus che detesta Spartacus per il suo ruolo di outsider è nondimeno disposto a rischiare la vita per il Trace in quanto entrambi sono membri della “fratellanza” dei gladiatori; persino il simpatico “bamboccione” Varro nel suo passato si esaltava innanzi ai combattimenti senza regole nelle Fosse delle viscere di Capua.</p>
<p>Le stesse personalità <strong>mutano, evolvono e si adattano</strong> agli accadimenti: l&#8217;inimicizia rancorosa tra Spartacus, che aspira solo alla libertà e al ricongiungimento con la moglie e Crixus, che anela inizialmente solo alla gloria dell&#8217;arena, si trasforma gradualmente nella comprensione prima (il Trace impara a gustare il giubilo della folla e Crixus incontra per la prima volta l&#8217;amore) e poi in quello che potrebbe essere interpretato come un legame fraterno; lo stesso Spartacus da ribelle immaturo, istintivo ed egoista si fa freddamente astuto, arrivando a progettare la distruzione di un intero sistema che costringe gli amici a uccidersi per il divertimento delle folle.</p>
<p>La violenza grafica rappresentata, volutamente eccessiva al punto di essere quasi surreale o da videogioco, è una delle critiche maggiori mosse alla serie e che per alcuni ne dovrebbe inficiare la qualità. E di certo di violenza da exploitation ve ne è in abbondanza e varietà con mutilazioni, decapitazioni, crocifissioni, flagellazioni, impalamenti e sgozzamenti in una combinazione slow motion/fast motion/normal motion qui portata a nuove vette: il sangue viene versato, letteralmente, a decalitri con onde di emoglobina in CG (in opposizione ai geyser scarlatti tarantiniani) che si infrangono sullo schermo evaporando a mezz&#8217;aria, con una brutalità cinetica che attacca i sensi dello spettatore impreparato.</p>
<p>Di certo l&#8217;effetto gore è massiccio ed autocompiaciuto ma non solo, sorprendentemente, fine a se stesso. Probabilmente l&#8217;adolescente e l&#8217;immaturo andranno ad esaltarsi per lo squartamento e lo sventramento al pari delle esecuzioni a freddo e a caldo di un Romanzo Criminale, ma le morti cruente che vengono mostrate hanno anche lo scopo, lievemente più sottile, di far comprendere quanto la vita degli schiavi e, in seguito alla ribellione, persino dei nobili romani, sia a buon mercato. Neanche i personaggi principali e per i quali si prova simpatia vengono risparmiati da una fine trucida e dolorosa.</p>
<p>Altro elemento per alcuni troppo pruriginoso è, ovviamente, l&#8217;abbondante dose sesso, sia etero che omo, che viene mostrato in ogni sua forma: violenza carnale di gruppo, masturbazione, orge, adulterio eccetera. Ma anche il sesso può essere interpretato come il rapporto che pone la semplice, rozza passione dei gladiatori e degli schiavi in opposizione alla decadenza romana.</p>
<p>Il seguito della prima stagione ha avuto un esito travagliato: dopo essere stata posticipata a causa di un linfoma diagnosticato a Whitfield, la Starz ha trasformato il previsto episodio prequel in una miniserie di riempimento di sei puntate intitolata Spartacus: Gods of Arena.</p>
<p>In seguito al ritorno del linfoma, Whitfield è stato sostituito da Liam McIntyre e l&#8217;inizio della seconda stagione è stato spostato ai primi mesi del 2012.</p>
<p>Spartacus: Gods of Arena è ambientato alcuni anni prima dell&#8217;arrivo del Trace a Capua: Batiatus è solo l&#8217;iroso delegato della volontà del severo padre, Lucretia è ciecamente fedele al marito, Solonius è sorprendentemente amico e alleato di Batiatus, gli inesperti Crixus e Ashur non hanno ricevuto il marchio della Fratellanza e sono quindi crudelmente vessati dai gladiatori veterani, mentre il futuro Doctore, impreparato al suo manto, è desideroso di tornare nell&#8217;arena dopo un anno di convalescenza. Campione del ludus è il tanto buffonesco quanto mortale Celta Gannicus che incontrerà a breve il suo fato.</p>
<p>Il prequel funziona bene in quanto non risulta fine a se stesso, ma offre nuove relazioni e personaggi già accennati (il padre di Batiatus, la moglie del Doctore) e altri completamente nuovi, sebbene risulti a tratti troppo veloce nel tentativo di ripetere gli elementi introduttivi della prima stagione: la miniserie si muove sui robusti binari di come muteranno i rapporti tra alcuni protagonisti e persino le loro stesse attitudini alla vita.</p>
<p>Di certo è difficile classificare la qualità artistica di Spartacus, con la sua violenza e il suo sesso probabilmente troppo commerciali, nonché la presenza di palestratissimi attori, che sembrano usciti da una riunione della World Wrestling Federation, senza considerare l&#8217;uso di una CG/green screen per i fondali che non sempre si fa apprezzare, specialmente nel primo episodio.</p>
<p>Anche trovare similitudini con la serie Rome è errato in quanto Spartacus: Sangue e Sabbia non cerca di essere fedelmente storico e gli errori per quanto limitati di importanza sono comunque numerosi e non sempre necessari per lo svolgimento degli eventi. Più probabilmente la ricerca di vera arte è alla fin fine inutile ed i continui paragoni dei denigratori con il film degli anni &#8217;60 pretestuosi. Spartacus: Sangue e Arena è semplicemente intrattenimento dinamico, un fumettone con elementi splatter e soft porno a suo modo intelligente, che basa il suo successo sulla sincera empatia degli spettatori per questi umani, sin troppo umani, morituri.</p>
<p>Caldamente consigliato.</p>
<p>UPDATE</p>
<p>Il 12 Settembre 2011 Andy Whitfield muore a 39 anni di linfoma non-Hodkin dopo diciotto mesi passati a combattere contro la malattia.</p>
<p>Ecco il trailer di Spartacus: Sangue e Sabbia</p>
<p style="text-align: center"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://www.magrathea.it/2011/02/spartacus-sangue-e-sabbia/"><img src="http://img.youtube.com/vi/yHxn8mTpAJU/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
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		<title>Misfits: supereroi, inglesi, fuori controllo</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 16:26:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
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		<category><![CDATA[supereroi]]></category>

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		<description><![CDATA[Misfits è il serial tv inglese che è già diventato un cult. Dopo appena due stagioni le avventure degli adolescenti spostati coi superpoteri ha conquistato la critica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/01/misfits-tv-show.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1216" style="margin: 2px;" title="misfits-tv-show" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2011/01/misfits-tv-show-300x258.jpg" alt="" width="300" height="258" /></a>Cinque ragazzi inglesi vengono condannati dal tribunale, per crimini diversi, ad un periodo di riabilitazione nei servizi sociali: Simon, silenzioso e con serie difficoltà a comunicare con gli altri; il volgare e buffonesco Nathan; Kelly, che perde talvolta il controllo quando arrabbiata; la mancata stella olimpionica Curtis, e l&#8217;egocentrica Alisha dalle abitudini sessuali disordinate.</p>
<p>Nella <strong>prima stagione</strong> di <a href="http://www.e4.com/misfits/"><strong>Misfits</strong></a>, il serial TV inglese che è già diventato un cult, i cinque giovani criminali e il loro assistente sociale vengono colpiti da un fulmine durante una misteriosa tempesta: ben presto si renderanno conto che, come altri in città, sono ora dotati di poteri collegati alle loro personalità ed ai loro desideri. Costretti ad uccidere il loro sorvegliante impazzito ed a nasconderne il corpo i cinque delinquenti dovranno affrontare le conseguenze del loro atto, combattendo nel frattempo altri individui dotati dalla tempesta di incredibili capacità, mentre un personaggio mascherato, che sembra conoscere ogni loro azione, li osserva in segreto.</p>
<p>Nella <strong>seconda stagione</strong> i protagonisti si ritrovano coinvolti in una &#8220;spirale temporale&#8221; (un elemento rischioso da introdurre come <a href="http://www.magrathea.it/2008/06/heroes-e-il-salto-dello-squalo/">Heroes</a> dimostra), mentre il loro periodo di servizio sociale si conclude, storie romantiche nel gruppo finiscono e nuove iniziano: la scelta di cosa fare &#8220;da grandi&#8221; si avvicina.</p>
<p>Misfits ha vinto nel 2010 il BAFTA Television Award for Best Drama Series.</p>
<p>Prima di tutto <strong>Misfits non è una serie di supereroi o di supervillain</strong>s ma di <strong>persone normali con superpoteri</strong>, e questa importante differenza è da sottolineare: in effetti è un <strong>ibrido</strong> ben riuscito di drama, teen e black comedy e sci-fi che sin dal primo episodio, dai primi minuti, mostra quello che è, senza veli e senza pretenziosità e questo può renderlo antipatico per chi si aspetta un fumettone con maschere e mantelli.</p>
<p>Il linguaggio è gioiosamente scurrile e allegramente volgare e la serie è generosa nel regalare scene di sesso o pesanti riferimenti ad esso (dall&#8217;inconsapevole granny sex e zoofilia a varie sfumature di masturbazione sino alla simulazione di una lunga fellatio con una bottiglia di plastica), ben oltre quello che viene mostrato nei comics della Marvel e della DC (ad eccezione forse delle linee Vertigo e Marvel Max) sottoposti al Comics Code of Authority o nelle serie TV sui &#8220;supereroi&#8221; attuali con ben altro target e altro budget: un vago paragone potrebbe essere fatto con No Heroics, altra brillante serie non a caso sempre inglese.</p>
<p>Gli &#8220;Spostati&#8221; non desiderano (almeno inizialmente) portare giustizia, reclamare vendetta, far del bene all&#8217;Umanità o conquistare il mondo, non possiedono divise in spandex (genialmente sono le loro uniformi da lavoro a poter essere considerati i costumi): pur possedendo capacità eccezionali i protagonisti sono sempre giovani normali, seppur problematici, che passano il loro tempo tra discoteche, cazzeggio, droghe leggere, storie di amore, tradimenti, e scalmanato sesso adolescenziale in attesa che il loro periodo di servizio sia scontato mentre la aumenta la coesione, resa difficile dai loro caratteri spesso opposti, di questo improbabile gruppo. E&#8217; appunto l&#8217;amicizia, mai dichiarata, che li spinge a sacrificarsi vicendevolmente in più di una occasione anche a costo della vita. O a uccidere, sempre per il bene del gruppo, persino gli &#8220;innocenti&#8221;.</p>
<p>La <strong>struttura</strong> delle prime due stagioni è pesantemente <strong>episodica</strong>: mentre le sottotrame perdurano per tutto l&#8217;arco narrativo, personaggi rilevanti (siano essi parenti perduti, rapidi love affair o villains) appaiono e scompaiono (o sin troppo spesso muoiono) nell&#8217;arco di quarantacinque minuti senza lasciare eccessive tracce emotive o riferimenti negli episodi successivi.</p>
<p><strong>Sia la recitazione che lo script funzionano</strong>, e funzionano bene: nonostante le personalità eccessive, estreme sino al punto di essere asociali ed irritanti si finisce rapidamente per tenere alla squadra ed alle sue idiosincrasie, dal pesante accento della tamarra Kelly (i suoi &#8220;fook ya&#8221; e &#8220;what&#8221; seguito da uno sguardo di sfida sono esilaranti) all&#8217;attitudine di Nathan allo sberleffo continuo e politicamente scorretto.</p>
<p>Di certo alcune situazioni potevano essere gestite meglio: l&#8217;atto di sangue iniziale e le conseguenze che porta, elemento cardine della prima parte della prima stagione, non viene sempre gestito in modo adeguatamente realistico e certe situazioni eccessivamente ridicole (come lo scontro con il tatuatore) paragonati ad altri episodi &#8220;drammatici&#8221; abbassano la qualità globale della serie. Anche il passaggio tra le due stagioni è a dir poco raffazzonato, con un personaggio principale creduto letteralmente morto e sepolto che torna alla sua vita normale senza più di qualche improbabile frase di spiegazione. Ma di realismo Misfits volutamente latita, con eclatanti buchi di logica che vogliono essere orgogliosamente tali (dai paradossi temporali alla mancanza di investigazioni sulle continue morti o sparizioni attorno a loro, dalla mancanza totale della presenza di quasi tutti i genitori dei protagonisti all&#8217;assenza di curiosità delle origini dei poteri).</p>
<p>Misfits è lungi dall&#8217;essere perfetto ma è meravigliosamente irriverente e ferocemente sarcastico, acqua fresca per un palinsesto televisivo stantio a base di belle facce hollywoodiane. <a href="http://www.amazon.co.uk/gp/product/B003PJ6W64?ie=UTF8&#038;tag=magratheait-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=1634&#038;creative=19450&#038;creativeASIN=B003PJ6W64">Da provare</a><img src="http://www.assoc-amazon.co.uk/e/ir?t=magratheait-21&#038;l=as2&#038;o=2&#038;a=B003PJ6W64" width="1" height="1" border="0" alt="" style="border:none !important; margin:0px !important;" />.</p>
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		<title>Dollhouse su Fox Italia. Riflettiamo sulla fantascienza.</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 13:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[dollhouse]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>

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		<description><![CDATA[E' iniziato su Fox Italia Dollhouse, ultima opera di Joss Whedon. La serie inizia lenta, poi cresce in ritmo e qualità ed è un ottimo esempio di fantascienza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_480" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-480 " style="margin: 2px;" title="dollhouse" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2009/09/dollhouse2-300x280.jpg" alt="Locandina di Dollhouse" width="300" height="280" /><p class="wp-caption-text">Locandina di Dollhouse</p></div>
<p>Da un paio di settimane va in onda su Fox Italia, il martedì alle 22, l’ultima creazione di Joss Whedon: <strong><a href="http://fox.foxtv.it/shows/show?showID=59699&amp;menuID=1">Dollhouse</a></strong>, con Eliza Dushku.</p>
<p>Per sapere di cosa tratta la serie, se ancora non avete iniziato a vederla, vi rimando ai <a href="http://www.magrathea.it/2008/06/joss-whedon-torna-in-tv-con-dollhouse/">due</a> <a href="http://www.magrathea.it/2009/02/stasera-inizia-dollhouse-joss-whedon-torna-in-tv/">articoli</a> che ho gia scritto a riguardo. Leggete e tornate qui.</p>
<p>Letto? Tornati? Bene.</p>
<p>Quando la serie è andata in onda non ho avuto il tempo di vederla. Ora che è iniziata in italiano ho tirato fuori gli episodi che avevo scaricato e ho iniziato a guardarla. Quindi, non dirò nulla sull’adattamento e doppiaggio: non ne so nulla. Ma vista la tendenza degli ultimi tempi (confermata da <a href="http://www.magrathea.it/2009/09/battlestar-galactica-questa-sera-su-rai-4-la-prima-parte-della-miniserie/"><strong>Battlestar Galactica</strong></a> su Rai 4: doppiaggio soporifero), non mi aspetto nulla di buono. Spero di essere smentito. Ma se non dovessi essere smentito, peccato: come per tutte le serie di Whedon, <strong>uno dei punti di forza è nei dialoghi</strong>: dalle battute dei personaggi, all’umorismo, alla scelta delle parole.</p>
<p>Finora ho visto i primi quattro episodi. Lento il pilot, in crescita i successivi. Una delle fortune di vedere Dollhouse ora, con la serie in USA già conclusa, è che sappiamo <strong>che la crescita è costante e la qualità delle ultime puntate della prima stagione sarà elevata</strong>. Se ora non vi ha convinto, abbiate fiducia: migliorerà. Il formato “missione della settimana” verrà sostituito da una storia più ampia e profonda che si sviluppa di episodio in episodio, molto più di quanto vediamo ora.</p>
<p>Non so se in Italia verrà trasmesso anche il famoso <strong>tredicesimo episodio</strong> della prima stagione, che ha tra i protagonisti Felicia Day, la donna più amata dai geek. Negli USA sarà disponibile solo su DVD. Avevo letto che probabilmente in Europa verrà incluso nella programmazione regolare. Vedremo. Se volete sapere perché è stato prodotto, ma non trasmesso il tredicesimo episodio, chiedete nei commenti, vi illuminerò.</p>
<p>Che posso dire di Dollhouse, dopo averne visti quattro episodi? Più che della serie, <strong>mi viene da scrivere più in generale sulla fantascienza</strong>. La fantascienza, come genere, presenta un grande vantaggio.  Offre agli autori un poderoso insieme di <strong>metafore</strong> con cui rappresentare la vita quotidiana e il mondo in cui viviamo. Essendo un genere fantastico, permette di presentare situazioni scomode, difficili e controverse, attenuandone l’impatto attraverso il <strong>filtro</strong> e il distacco generati dalla trovata fantascientifica alla base della serie. In questo modo l’autore può illustrare un’idea o un punto di vista, stimolare una discussione o una riflessione, in un ambiente asettico, in cui le nostre idee, i nostri valori e preconcetti non scattano subito, all’inizio della discussione. Perché tanto si parla di un mondo fantastico, non del mondo reale, quindi è più facile abbandonarsi a ipotesi. Dollhouse, come Battlestar Galactica, utilizza bene il vantaggio dato dall’essere una serie di fantascienza per affrontare temi spinosi.</p>
<p>Chi è Echo? Chi sono gli attivi? Prostitute, schiavi. Echo si è offerta volontaria per entrare nella Dollhouse, anche se dal primo episodio pare di capire che non avesse molta scelta. Ma alla fine, indipendentemente da quello che prevedono la missione e la sua programmazione, quello è: una prostituta, una schiava. Senza mezzi termini e giri di parole. E forse, è anche peggio di questo: perché una prostituta o una schiava hanno consapevolezza di quello che sono, di ciò che stanno facendo. Echo e gli altri attivi non hanno neppure diritto a questo. Durante la missione sono programmati per amare quello che stanno facendo. Al termine della missione viene cancellato tutto.</p>
<p>Chi sono la DeWitt, Dominic, Topher, la dottoressa Saunders, Langton e tutti gli altri amministratori e dipendenti della Dollhouse? Schiavisti. Persone che lucrano sulla vendita di copri addestrati a svolgere il compito richiesto dal cliente. Non importa quanto questo compito possa essere inaccettabile per la persona che si è venduta come attivo: non sapranno mai cosa hanno fatto, per chi, con chi. La premessa dello show è che si addormentano e cinque anni dopo si risvegliano con cinque milioni di dollari in tasca e nessun ricordo do cosa sia successo dal momento della firma del contratto al momento della scadenza. Ebbene: quanto è diverso questo dal passare una notte ubriachi fradici o drogati, privi di controllo sulle proprie azioni e senza alcun ricordo il mattino dopo? Non siamo responsabili di ciò che è accaduto, anche se non lo ricordiamo? In fondo, abbiamo scelto noi di ubriacarci o drogarci, in fondo, è stata Caroline a scegliere di firmare il contratto con la Dollhouse e diventare Echo.</p>
<p>Quali compromessi sono disposti ad accettare i vari personaggi della serie? Quali giustificazioni si danno per le loro azioni? Per quanto tempo saranno valide queste giustificazioni?</p>
<p>Dollhouse è un ottimo prodotto di fantascienza: dopo quattro puntate spinge i suoi personaggi e noi che li guardiamo a pensare, valutare, farci delle idee, essere scossi e disgustati, affrontare temi, situazioni e interrogativi scomodi e dare una risposta. E come ho scritto sopra, dopo un inizio lento, sarà anche un ottimo prodotto di intrattenimento, con storie emozionanti e ricche di tensione.</p>
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		<title>Super spoiler per la seconda parte della quarta stagione di Battlestar Galactica</title>
		<link>http://www.magrathea.it/2008/06/super-spoiler-per-la-seconda-parte-della-quarta-stagione-di-battlestar-galactica/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 15:44:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arrivano le prime anticipazioni sui nuovi episodi della quarta stagione di Battlestar Galactica, che andranno in onda nel 2009.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra incredibile parlare solo adesso di <a title="sito ufficiale di Battlestar Galactica" href="http://www.scifi.com/battlestar/"><strong>Battlestar Galactica</strong></a>, una delle migliori serie tv di fantascienza mai prodotte. Finalmente posso farlo e si tratta di un&#8217;anticipazione bella grossa.</p>
<p>Dopo la tiste, bellissima conclusione della prima parte dell’ultima stagione, non vedo l’ora che arrivi gennaio (ma alcune fonti dicono marzo, aprile) per vedere come si conclude la serie che ha dato un senso alla parola “reimagination”.</p>
<p>Partiamo con il trailer preparato da Sci Fi Channel:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/K5WPM_obGic&amp;hl=en" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/K5WPM_obGic&amp;hl=en" wmode="transparent"></embed></object></p>
<p>Una delle immagini più significative del trailer è quella di Starbuk, sola, accanto ad una pira funebre.<br />
Chi brucia su quella pira?</p>
<p><em>Occhio allo spoiler!</em></p>
<p>Ebbene, pare che il corpo che Kara Thrace brucia sulla pira sia <strong>il suo</strong>. Il suo corpo originale, che lei ha rinvenuto tra i rottami del suo Viper. La Starbuck che è tornata sul Galactica all’inizio della quarta stagione è un <strong>clone</strong> a cui sono state impiantate le memorie di Kara.</p>
<p>Chi ha la tecnologia per costruire una copia perfetta di un Viper, creare un clone, estrarre la memoria da un<a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2008/06/bsg.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-34" style="margin: 4px; float: left;" title="bsg" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2008/06/bsg.jpg" alt="Le tre navi presenti al momento dell\'esposione del Viper di Starbuck" width="400" height="199" /></a> umano e impiantarla nel clone?<br />
Il Quinto Cylon? Umani in possesso di una tecnologia avanzata?<br />
Forse l&#8217;occupante della misteriosa nave che ha assistito all&#8217;esplosione del Viper di Starbuck alla fine della terza stagione?<br />
Se è possibile creare cloni di umani e impiantarvi le memorie di una persona, dov’è la differenza tra umani e cylon?</p>
<p>Per ora non ci sono risposte, solo teorie e ipotesi. Dopo una terza stagione deludente, Battlestar Galactica ha iniziato la quarta in grande stile e io sono sempre più curioso di vedere come finirà.</p>
]]></content:encoded>
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