Le prime foto dal set di American Gods

000229090-american-gods-654500American Gods è il primo romanzo di Neil Gaiman: la sua grande epopea americana in cui le divinità del vecchio mondo si affannano a cercare scampoli di fede per mantenersi in esistenza mentre stanno venendo soppiantati dai moderni dei del nuovo mondo, incarnazione di nuovi culti, nuovi desideri, nuove paure.

A 15 anni dalla sua pubblicazione il romanzo sta diventando una serie TV, che andrà in onda questo autunno negli USA sul canale Starz. La supervisione è di Bryan Fuller, che conosciamo già tutti per la serie Pushing Daisies e soprattutto Hannibal.

Il casting della serie ha ricevuto numerosi apprezzamenti: ogni attore chiamato a dare il volto a uno dei personaggi è stato ritenuto dai fan del romanzo la migliore delle scelte.

Finalmente possiamo vedere tre di questi attori nelle vesti dei loro personaggi: il protagonista Shadow, il leprecauno Mad Sweeney e il misterioso Mr. Wednesday in una scena ambientata nel bar a tema coccodrillo dal sorprendente nome Crocodile Bar.

Entertainment Weekly ha un articolo di presentazione della serie e un’altra foto oltre a quella qui sopra.

American Gods è stata la prima opera importante di Gaiman dopo la fine di Sandman, il fumetto che lo ha reso famoso, ed è stato il suo primo confronto con il genere del romanzo, dato che fino ad allora si era limitato a brevi racconti. Ovviamente io sono di parte e lo trovo un libro eccezionale. Ho grandi aspettative per la serie!

Recensione di MirrorMask

mirrormask-2
E .. se i vostri sogni prendessero vita?
Se il vostro inconscio vi mettesse d’avanti enigmi che solo voi potete risolvere?
Se vi trovaste faccia a faccia con la vostra parte ribelle cosa mai gli direste?
Nel 2005 esce, direttamente in dvd, MirrorMask, un lungometraggio fantasy onirico, ricco dell’inconfondibile tocco di Dave McKean e scritto dalla geniale penna di Neil Gaiman.
La storia coinvolge Helena (Stephanie Leonidas) un adolescente che lavora come giocoliere nel circo di famiglia, intrappolata in questa realtà che non condivide, “il sogno di tuo padre” dice la madre Joanne (Gina McKee) rinunciando così ad una vita normale.
Helena sprigiona la sua fantasia disegnando una città immaginaria, dove i pesci nuotano nell’aria e le persone del suo mondo reale appaiono nel sogno del tutto trasformate con maschere e costumi bizzarri. Si tratta di un mondo di luce e buio; la Regina della Luce (interpretata sempre da Gina McKee) è in uno stato di trance, e a quanto pare tocca a Helena avventurarsi nel mondo oscuro e tornare con la “MirrorMask” per risvegliare la regina.
Il mondo fantastico di questo film ha una bellezza inquietante. All’inizio la visuale porta con se una certa meraviglia che può ad un certo punto della visione pesare sulla fruizione della pellicola che verso la fine può costare qualche sforzo per via delle immagini poco chiare e sempre cerchiate di nero come se fosse un vero sogno, di quelli che Sognipedia aiuta a interpretare con il suo libro dei sogni.

mirrormask-1
La storia assomiglia a ciò che accade in Bernard Rose di “Paperhouse” (1988), in cui una ragazza disegna una casa in un altro mondo, si ammala, ed entra magicamente in quel mondo. Nel film di Rose, le immagini sono chiare. In “MirrorMask”, con l’artista Dave McKean come regista e scenografo, le immagini sono sfocate e nebbiose ed Helena incontra uno scenario strano dopo l’altro, in un mondo dove la logica sembra senza senso, clonato dal paese delle meraviglie.
Le avventure più pericolose di Helena si verificano dopo il passaggio al lato oscuro, dove è scambiata per la sua immagine speculare, una ragazza oscura e sinistra che incarna tutti gli aspetti sinistri del suo subconscio. La Regina delle Ombre (McKee di nuovo) scambia l’Helena buona per l’Helena cattiva, mettendo l’Helena buona in pericolo, il vantaggio è che da questo scambio, Helena riesce ad avere alcune informazioni che l’aiuteranno nella ricerca della MirrorMask .
Jason Barry ha un ruolo importante come San Valentino, un giocoliere che diventa consigliere di Helena in questo universo alternativo dove sono presenti innumerevoli e molto strane creature, alcune delle quali con le scarpe al posto della testa, altre più strane che sembrano di Hieronymus Bosch. Uno per uno, fotogramma per fotogramma, queste invenzioni sono notevoli.
Sotto una chiave immaginaria e con un pizzico di tensione, tra sogno e realtà, vi chiederete fin da subito se Helena riuscirà a salvare i due mondi e riabbracciare sua madre; non perdetevi la risposta!

Sogni Emergono dalla Nebbia: ebook gratis su Amazon

sogniemergonodallanebbiaSogni Emergono dalla Nebbia, l’ebook che raccoglie i miei primi, vecchi-molto-vecchi racconti brevi è in promozione gratuita su Amazon da oggi fino al 2 settembre.

Se volete avere una visione su cosa c’era nella mia testa molti anni fa, quando mi dilettavo di horror, urban fantasy e strange sci-fi, questa è l’occasione buona. Il libro è breve e vi farà compagnia in questo week end che precede settembre e il ritorno alla piena attività.

Potete scaricare l’ebook gratuitamente qui.

Lunaris: Licantropi alla Porta

lunarisÈ uscito per Todaro Editore Licantropi alla Porta il secondo, avvincente volume della serie Lunaris firmato D. F. Lycas. Si tratta di un romanzo horror-gotico ambientato ai giorni nostri e scandito dalle musiche dei Depeche Mode.

Il licantropo, o uomo lupo, è una figura partorita dalle leggende folkloristiche che a tutt’oggi continua a suscitare terrore e fascino allo stesso tempo. Lika, che narra la storia in prima persona, è affetto dall’illusione-ossessione di essere un animale selvaggio o vive realmente l’orrenda trasformazione durante il novilunio? È nato licantropo o lo è diventato?

Mentre Lika, incapace di gestire la sua nuova e pericolosa sete di mietere vittime per fame o puro gusto, parte alla ricerca di suoi simili in un vagabondaggio che lo porta prima in Germania e poi nei Paesi dell’Est, l’amica Luce rimane nella sua quotidianità nel tentativo di gestire le ferite fisiche e morali che la selvaggia furia dei berserker le hanno inferto. Difficile sarà per loro arrendersi alla nuova identità, non più del tutto umana. Due cammini separati, uniti però da una sorta di diario-lettera che Lika le manderà strada facendo. Fino a giungere alla Porta, un campo base dei berserker, i principali nemici dei licantropi, contro cui dovrà essere sferrato un attacco. Quali altri incontri riserverà loro il destino? Quanto è difficile scegliere tra la vita o la morte? Chi sono gli artefici della serie di omicidi che si susseguono?

Non resta che lasciarsi trasportare dalla narrazione incalzante di Licantropi alla Porta, che tiene il lettore col fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina, con quei toni tenebrosi e angoscianti che solo un horror può concedere. Come in ogni storia dell’orrore che si rispetti, il momento culminante è rappresentato dall’avvicinarsi della luna piena, momento in cui si attua la trasformazione e tutti gli attributi mascolini (forza, muscolatura, aggressività, sessualità) si accentuano. Un incubo per sé e per gli altri quella raccapricciante, istintiva ricerca di carne e sangue umani. Una insofferente comprensione di essere diversi in un mondo che a malapena accetta la diversità.

Recensione di “Immortali” di Maria Elena Cristiano

4948_1012395769648_1817660436_20800_5091584_nImmortali, di Maria Elena Cristiano, edito da Kimerik,  è un romanzo curioso. Cercherò di parlarne senza dare troppi dettagli della trama, perché è ricco di sorprese e colpi di scena che non voglio rivelare.

I primi capitoli sembrano raccontare una storia che riprende molti luoghi comuni dell’urban fantasy, o meglio ancora del thriller fantasy con tracce di horror. In più di una occasione mi ha riportato alla mente, per eventi e ambientazioni, il Pendolo di Focault di Eco. Abbiamo una giovane donna, razionale studentessa di medicina, che viene strappata dalla sua quotidianità e trascinata in un mondo di misteri, sette segrete, persone avide di potere e antichi rituali volti a donare l’immortalità.

Negli ultimi è evidente che la strada seguita è completamente differente, sia dal romanzo di Eco, che da tutto il tradizionale filone dell’urban fantasy. Ma soprattutto, sono differenti gli scopi che si prefigge Maria Elena Cristiano. L’autrice non cerca di accrescere l’alone di mistero dietro sette esoteriche e religioni antiche, non incunea la sua storia in anfratti e zone d’ombra del mito, ma anzi, con piglio positivista, attacca e abbatte i miti e li denuncia come elaborati inganni orditi da alcuni potenti e ambiziosi, che usano la superstizione per giustificare la loro pretesa di potere.

Per tutto il romanzo la Cristiano disorienta il lettore creando situazioni tipiche, per non dire prevedibili e scontate, salvo poi imprimere alla storia una direzione diversa e sorprendente. Anche coraggiosa, nel finale amaro.

Devo riconoscere una certa originalità alla trama, anche se per vedere le prime sorprese che permettono di rendersi conto di non avere tra le mani il “solito” urban fantasy bisogna aspettare troppe pagine. Lo stile, invece, non è ancora all’altezza dell’inventiva e ritrovo molti dei problemi tipici dell’autore esordiente. La scrittura è poco uniforme: alcuni dialoghi sono ispirati, ma la maggior parte delle descrizioni sono piatte e monotone. In alcuni scambi di battute si cerca una raffinatezza ed elaborazione di espressione che non è propria del linguaggio quotidiano, mentre altre battute sono prive di verve. Le parti didascaliche sono veri e propri blocchi di infodumping enciclopedico. Alcune parti scritte con un linguaggio accessibile vengono rallentate, più che impreziosite, da un qualche termine medico, sempre usato correttamente, ma che risulta troppo tecnico per il lettore occasionale, lasciato lì com’è in mezzo alla frase, senza nessuna spiegazione. Infine, problema che si ritrova anche in autori più esperti, troppo, troppo, troppo spesso storia e azione vengono raccontate più che mostrate. Questo soprattutto verso la metà della prima parte del romanzo, in cui appaiono una serie di flashback che potevano essere evitati strutturando diversamente la narrazione.

Sembra che per tutto il romanzo la Cristiano sia indecisa tra usare un linguaggio e uno stile narrativo semplice o uno più elaborato. Penso che avrebbe potuto utilizzare agevolmente uno dei due, invece si è incastrata in una via di mezzo che non mi convince del tutto.

Questo stile a volte porta a passaggi poco chiari o contraddittori. Uno per tutti, quello che porta a prendere una decisione cruciale per il finale della storia (occhio allo spoiler): “Secondo qualcuno il bene di molti vale il sacrificio di pochi o di uno: David era assolutamente convinto che nulla valesse quanto la vita di sua figlia.” Messa così questa frase non ha senso. “Data la premessa: facciamo il contrario.” Rileggendo e semplificando, il periodo si può ricostruire in maniera più ordinata e logica.

Nel corso della narrazione vi sono alcuni errori logici. Per esempio, alla fine della prima parte del romanzo i due protagonisti decidono di fuggire e nascondersi dalla setta che dà loro la caccia. All’inizio della seconda parte li ritroviamo qualche anno dopo, intenti a vivere la nuova vita che si sono costruiti. Hanno avuto delle difficoltà perché non hanno potuto utilizzare le ricchezze depositate sul conto in banca di uno di loro, per non destare sospetti nella setta. Però utilizzano i loro nomi reali. Uno dei due riprende la carriera che aveva abbandonato prima dell’inizio della storia. Mi pare poco credibile che la loro prudenza arrivi al punto di non usare un conto in banca che potrebbe essere sorvegliato, ma non al punto di costruirsi una nuova identità (e avrebbero i mezzi per farlo: uno dei due ha poteri telepatici). Come mi pare poco credibile e minacciosa una setta così organizzata da poter sorvegliare i movimenti di un conto bancario, ma in cui nessuno pensi di prendere in mano un elenco del telefono.

Non sono riuscito ad appassionarmi a nessuno dei personaggi della storia. L’unico che mi pareva interessante è stato bruciato prima di potersi sviluppare completamente: doppiogiochista, viene scoperto appena cerca di mettere in atto il suo piano da uno dei protagonisti, che ha acquistato capacità telepatiche. Nella logica della storia questo è corretto: il telepate legge i pensieri del traditore e ne anticipa il tradimento. Il personaggio non sparisce e svolge un ruolo anche nella seconda parte del romanzo, ma ormai ero distaccato anche da lui. Ristrutturando gli eventi della storia, poteva essere utilizzato meglio, farlo entrare ancora di più nelle mie simpatie e rendere il suo tradimento (e le rivelazioni associate ad esso, che lo trasformano da simpatico mascalzone a mascalzone e basta) un evento più forte e sorprendente.

Nessuno degli altri personaggi mi ha impressionato. I protagonisti spesso risultano artificiali e antipatici. Nel libro compaiono molti personaggi che nascono e muoiono nell’arco di pochi capitoli, senza lasciare una grande traccia. Forse concentrarsi su un cast più ristretto avrebbe permesso di creare personaggi più interessanti. Purtroppo, tra le figure più deboli c’è quella del cattivo, che è un personaggio fondamentale per la riuscita di un thriller come questo.

Il momento peggiore per i protagonisti e per il cattivo è proprio il finale del libro. Anche qui l’autrice crea una situazione già vista e poi le imprime una svolta sorprendente. Però nelle ultime pagine i due protagonisti fanno un passo indietro e da personaggi attivi diventano passivi. Si limitano a reagire a quello che succede tra un personaggio importante sì, ma introdotto solo nella seconda parte della storia, e il cattivo, che si comporta come la peggiore macchietta di cattivo di serie b e inanella una serie di errori che causano la sua caduta. Probabilmente l’idea era quella di descrivere l’impotenza dei due protagonisti di fronte alla corruzione di qualcosa che era puro e per loro importante. Ma il risultato non è ottimale. L’epilogo, poi, in cui i protagonisti cercano di trovare una soluzione a questa corruzione, viene tirato via in un dialogo di due pagine: mostrato e non raccontato.

Immortali non mi è piaciuto. Devo sottolineare la sorprendete originalità della trama. Lo stile narrativo e i personaggi però non mi hanno mai affascinato e tirato dentro la storia. Avrei potuto abbandonarlo in qualsiasi momento senza avere la curiosità di sapere come va a finire. Maria Elena Cristiano ha al suo attivo alcuni racconti brevi e infatti si vede una certa capacità nel raccontare, superiore rispetto ad altri romanzieri esordienti, e una capacità di immaginare e descrivere situazioni forti molto sviluppata. Ma deve ancora farsi le ossa per evitare alcune delle ingenuità comuni negli autori che non hanno ancora la completa padronanza della scrittura e non hanno ancora sviluppato uno stile proprio. Secondo me Immortali necessitava di una ulteriore rilettura e riscrittura, per eliminare alcune scene e personaggi che non aggiungono niente alla trama, risolvere alcune scene raccontate e non mostrate, rendere più scorrevoli alcuni dialoghi.

Ecco il book trailer di Immortali.

L’urban fantasy domina le classifiche di vendita dei libri. E’ il sottogenere fantastico dell’anno?

Nessun Dove di Neil Gaiman: un esempio di urban fantasy
Nessun Dove di Neil Gaiman: un esempio di urban fantasy

Qualche giorno fa con un amico ci chiedevamo quale potrebbe essere il sottogenere dominante nella letteratura fantastica del prossimo anno. Lui ha detto che un amico comune sostiene che sarà il gotico. Io dico urban fantasy. Probabilmente stiamo chiamando la stessa cosa con due nomi diversi.

In realtà, la mia posizione è: il genere dominante sarà quello del nuovo Harry Potter o del nuovo Twilight. Cioè quello del romanzo, o serie di romanzi, che venderà come il pane e scatenerà un’ondata di imitatori. In mancanza, visto proprio il successo di Twilight, True Blood, di Neil Gaiman eccetera, sarà l’urban fantasy. E’ anche possibile che il prossimo Twilight sia un altro romanzo urban fantasy, in effetti.

Sono andato a recuperare un po’ di interviste a vari editori di letteratura fantastica. E in effetti, il trend è quello: l’urban fantasy la fa da padrone, sia nelle classifiche di vendita, sia nel volume di manoscritti inviati agli editori.

Tim Holan, publisher della casa editrice Orbit, scrive in un suo articolo corredato da grafici che nelle discussioni sulla letteratura fantasy e fantascientifica non si parla quasi mai di urban fantasy. Eppure, sono i libri di quel genere a dominare le classifiche di vendita. E questo nonostante i titoli urban fantasy siano una minoranza nei cataloghi degli editori.

Liza Trombi, editor di Locus, osserva in un’intervista che l’urban fantasy sta diventando terreno fertile anche per i romanzi per adolescenti. La combinazione urban fantasy e romanzo per adolescenti è sempre più apprezzata dai lettori, anche non adolescenti.

Ginjer Buchanan, editor di Ace e Roc, le etichette di fantascienza e fantasy di Berkley e NAL, conferma il trend: è sommersa da proposte urban fantasy (e vorrebbe vedere invece più fantascienza militare).

Voi che ne pensate? E’ veramente l’urban fantasy il genere dell’anno? Verrà superato dal rinascimento zombie che sta strisciando sempre più fuori dalla sua nicchia?

In attesa di Coraline e la Porta Magica, il primo numero di Sandman di Neil Gaiman gratis sul web

sandmanIl 19 giugno esce al cinema Coraline e la Porta Magica, film d’animazione in stop motion di Henry Selick tratto dal romanzo di Neil Gaiman. Non c’è bisogno che vi consigli di andare a vederlo. Se avete un’anima e un cuore funzionante, state già facendo il conto alla rovescia. Altrimenti, peggio per voi.

Per ingannare il tempo in attesa che il film arrivi nelle nostre sale, c’è un’opera fondamentale di Gaiman che è stata rilasciata, gratuitamente e ufficialmente, su internet.

Il primo numero di Sandman: http://www.dccomics.com/media/excerpts/1696_1.pdf

Per chi fosse vissuto fino ad oggi in un mondo più vuoto e triste e non sapesse chi è Neil Gaiman, questo è il fumetto con cui è iniziata la sua ascesa nell’olimpo degli scrittori.

Infine, trailer di Coraline e la Porta Magica:

Book trailer: promuovere un libro con un filmato

I trailer sono uno dei principali strumenti di promozione dei film. Nei paesi di lingua inglese le case editrici hanno iniziato a promuovere i libri utilizzando lo stesso sistema: anziché trasmettere in TV o su internet un semplice spot pubblicitario, viene realizzato un breve filmato che riprende scene salienti e atmosfere del libro: è il book trailer.

Uno dei migliori esempi di book trailer recenti è quello realizzato per A Maddness of Angels, un romanzo di urban fantasy scritto da Kate Griffin. Il trailer è stato postato su YouTube dalla casa editrice, la Orbit Books, e potete vederlo qui sotto.

Il sito Book Screening è tutto dedicato a questi filmati e raccoglie e archivia tutti i trailer di libri che gli amministratori del sito riescono a trovare.

Avete notizia di altri book trailer degni di nota? Segnalateli nei commenti.

Sergey Lukyanenko: con I Guardiani della Notte all’assalto del fantasy occidentale

I Guardiani della Notte (Night Watch), I Guardiani del Giorno, I Guardiani del Crepuscolo e Gli Ultimi Guardiani sono quattro romanzi di ambientazione fantasy urbano scritti da uno dei nuovi araldi della letteratura fantastica sovietica: Sergey Lukyanenko.

Sono libri che hanno colto di sorpresa sia i lettori sovietici che quelli occidentali e per un ottima ragione: sono belli.

Da noi sono tutti disponibili da Mondadori, in una buona traduzione.

Nel mondo di Lukyanenko la magia esiste e i maghi, vampiri, lupi mannari e altre creature fantastiche, detti Altri, vivono nascosti in mezzo agli ignari esseri umani. Gli Altri sono divisi in Altri Chiari e Altri Oscuri. Altruisti e generosi i primi, egoisti e individualisti i secondi. Se nel primo libro la tentazione di definirli buoni e cattivi sia forte, alla fine del quarto scopriamo che le zone grigie sono molto più ampie di quanto si potesse sospettare.

Dopo secoli di lotte gli Altri si sono imposti una tregua, il Patto, e hanno costituito due guardie: la Guardia della Notte, che vigila sulle azioni degli Oscuri, e la Guardia del Giorno, che vigila sui Chiari.

Entrambe le Guardie usano ogni risorsa a loro disposizione, magica, tecnologica, politica, per spostare a proprio favore l’ago della bilancia di questa guerra fredda segreta, senza violare apertamente la tregua e incorrere nelle ire dell’Inquisizione.

Nel corso dei quattro libri il protagonista della storia, il mago Chiaro Anton Gorodetsky, passa da semplice tecnico informatico dai poteri limitati, impiegato controvoglia negli uffici moscoviti della Guardia della Notte, ad essere un potente mago ed esperto agente operativo, cui vengono affidate le missioni più delicate.

Nel suo percorso di crescita Anton impara a vedere in modo più disincantato la divisione tra Chiari e Oscuri e, pur diventando più cinico, riscopre la sua parte umana, che gli altri maghi, separati dagli esseri umani normali dalla loro vita lunga e dal loro potere, tendono a perdere.

Ogni romanzo è composto da tre storie autoconclusive, apparentemente separate, ma in realtà unite da un filo conduttore che ne unifica la trama. Ne I Guardiani della Notte e I Guardiani del Giorno Lukyanenko non è ancora perfettamente padrone della tecnica che intende utilizzare e le storie appaiono slegate e intrecciate in maniera arzigogolata. Ne I Guardiani del Crepuscolo e Gli ultimi Guardiani la narrazione procede molto più spedita. Il secondo libro, raccontato dal punto di vista di alcuni Altri Oscuri, non sembra legarsi perfettamente con il primo. Ma questa scelta aiuta il lettore a capire quello che anche Anton arriva presto a realizzare: la divisione tra Altri Chiari e Altri Scuri esiste, ma non è così netta come appare in superficie.

Nei libri si parla spesso di gradi e livelli, per indicare la potenza di un mago o vampiro, o la profondità del Crepuscolo, la realtà parallela in cui possono entrare gli Altri possono. Questo a volte dà ai dialoghi una strana sensazione di discussione sul regolamento di un gioco di ruolo.

Forse la critica più pesante che si può muovere alle trame di Lukyanenko è che anche se Anton si trova spesso di fronte a minacce che possono causare catastrofi e apocalissi, non sembra mai trovarsi realmente in una situazione di pericolo.

Ma questi punti deboli non intaccano minimamente il valore della serie dei Guardiani della Notte. Anche se l’ambientazione di fantasy urbano e l’idea di creature fantastiche che vivono invisibili accanto a noi non è affatto originale, Lukyanenko la utilizza efficacemente, tratteggiando storie e personaggi credibili e affascinanti. La lettura di ogni libro è piacevole e coinvolgente, le descrizioni vivide portano il lettore al centro dell’azione e fanno apparire familiari i luoghi in cui si muovono i personaggi.

Il genere fantasy contemporaneo viene arricchito dalla particolare ambientazione russa. Per un occidentale Mosca è una città esotica e affascinante, prima ancora che la penna di Lukyanenko nasconda nei suoi vicoli, nei suoi palazzi e nella metropolitana maghi, lupi mannari e vampiri.

Ma Mosca, la Russia non sono lo sfondo dei racconti. Le storie suggeriscono lo spaesamento, la malinconia, l’incertezza per il futuro degli abitanti della nuova Russia, il rimpianto per una Russia passata, forse mai veramente esistita, in cui tutto era più onesto e semplice. I personaggi di Lukyanenko, siano Chiari od Oscuri, amano la loro patria.

Mi piace come Lukyanenko inserisce frammenti di vita reale, contemporanea, nei suoi libri, per far sentire l’ambientazione ancora più vicina e familiare al lettore. Anton ama ascoltare musica e nel corso della serie passa da un lettore di minidisc ad un ipod. Dopo aver fatto una telefonata col cellulare nota come all’estero la batteria gli duri più che a Mosca, visto che lì ci sono pochi ripetitori e il telefono è sempre in cerca di campo. Un gruppo di lupi mannari impiegati come informatici dalla Guardia di Giorni inganna il tempo giocando videogiochi in rete.

Dalla prima storia del primo libro è stato tratto il film I Guardiani della Notte, che è stato il film fantasy di maggior successo della storia russa, distribuito e apprezzato anche da noi. Anche se il regista Timur Bekmambetov ha pesantemente alterato la trama, i fan del libro hanno apprezzato l’adattamento cinematografico. Il secondo film della serie è intitolato Day Watch, I Guardiani del Giorno. Il film ha il titolo del secondo romanzo, ma si tratta in realtà dell’adattamento della seconda e terza storia del primo libro. Il terzo film, previsto per il 2009, sarà I Guardiani del Crepuscolo.